Politica

 

                                              L’OPINIONE NAZIONALE

 

LA PATETICA SINISTRA DEL GIROTONDO

   Avendo espresso il profeta Zaccaria quale esempio integerrimo di pluralismo dell’informazione televisiva pubblica (vedi Palavobis), dopo i palazzi della giustizia, la Sinistra fa il girotondo anche presso alcune sedi della RAI. Il messaggio è chiaro: le istituzioni sono “cosa nostra”. Se vince legittimamente il centro-destra non vale. E allora si avvia la triplice spallata nel tentativo (questa volta vano stante i numeri della maggioranza parlamentare), di far cadere il Governo come nel ’94.

   Si comincia con i salotti televisivi (Santoro docet), poi si passa alla Piazza, e infine al sostegno di Borrelli & Company. Ma Berlusconi è proprietario delle reti televisive Mediaset, dicono. E la gran parte dei Cittadini italiani hanno infatti risposto. Prima facendogli vincere il Referendum sulle TV, poi con il consenso alle Europee, alle Regionali e alle Nazionali. Hanno proprio votato Lui. Non come è successo a D’Alema che è andato a Palazzo Chigi grazie a manovre interne sostenute immoralmente dai “ribaltoni”, per lo più dopo aver dichiarato a Biagi nel ’96 di voler diventare Premier solo per volontà dei Cittadini.

   Allora delle due ipotesi una: o la sovranità non appartiene al popolo come sancisce la Costituzione repubblicana, oppure voi siete antidemocratici. E’ già, perché non sapete perdere. Non vi va proprio giù. Ma come, avete governato cinque anni risanando la finanza del Paese, portandolo in Europa, e gli italiani non vi hanno premiato? Allora non era vero. E il conflitto d’interessi l’avete lasciato nel cassetto per anni, e oggi brontolate come se la proprietà privata non fosse un diritto acquisito in uno Stato libero e democratico?

   La verità è un’altra. Criminalizzare il nemico politico (non l’avversario purtroppo), non ha pagato e non paga. Non basta infatti “il cartello dei NO” – come dice Bertinotti – ci vogliono le proposte politiche per vincere. E la credibilità delle persone, aggiungo io. Berlusconi, contrariamente ai vostri funzionari di partito o di sindacato, è abituato a lavorare. Avete mai pensato a questo? I Cittadini non ne possono più di chiacchiere, discussioni e dibattiti. Voi siete maestri nel porre i problemi seri, come dite con un linguaggio superato dalla comunicazione attuale. Se ne aveste risolto qualcuno, forse vincevate! E noi l’avremmo accettato serenamente come nel 1996.

   Ecco perché il vostro girotondo è patetico. Perché avete dato pessimi esempi e non avete proposte politiche alternative, né leader credibili. Io auspico una opposizione non dura, ma durissima. Fatta però di contro-proposte, non di offese personalizzate che vi ritornano contro. Moretti e Fo non l’hanno capito. Benigni sì. E che differenza c’è, chiedeva qualcuno, tra la faziosità di Fede e  quella di Santoro. Semplice: quella di Santoro la paghiamo tutti col canone; quella di Fede è gratis. Vi sembra poco?

                                                            

 

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PARADOSSO ITALIANO

  

   Nel bene e nel male siamo un Paese fantasioso, e pertanto unico e riconoscibile anche se talvolta paradossale. E già perché non solo alcuni esponenti politici di tradizione cattolica stanno coerentemente con noi in Europa e un po’ meno con la Sinistra in Italia, ma anche perché abbiamo assistito ad una palese faziosità politica espressa radicalmente da taluni magistrati. Ritengo siano queste le vere anomalie della storia politica italiana del tardo Novecento, e non certo i conflitti d’interesse di Berlusconi votato più volte in modo libero e democratico dalla maggioranza dei Cittadini della nostra penisola.

   Ho sentito gridare a Milano “resistere, resistere, resistere” e a Roma che Fede è un “pericoloso squadrista degli anni ‘50”. Come se non bastasse l’ottimo Santoro, in una sua trasmissione televisiva RAI incentrata appositamente sull’autocritica della Sinistra per non ospitare esponenti della CDL, ha lasciato esprimere lungamente un professore universitario fiorentino il quale ha ripetutamente affermato  che il Capo del Governo è immorale, illegittimo e illegale. Ecco che allora il paradosso prende sempre più corpo.

   Basta infatti che il Premier apra bocca anche solo per parlare di calcio, del tempo, oppure delle riforme, che subito si grida allo scandalo o peggio ancora all’attentato alla democrazia. Il rispetto delle minoranze è non solo costituzionale, ma sacrosanto. Ci vediamo costretti però, paradossalmente appunto, a chiedere anche il rispetto della maggioranza che governa.

   Cofferati riempie pacificamente le piazze e fa bene. Ma si comprenda pure che c’è più gente silenziosa che se ne sta a casa perché non è d’accordo. Abbiamo largamente vinto le elezioni impegnandoci sostanzialmente per l’occupazione, la sicurezza e la solidarietà sociale. A fine legislatura gli Italiani, in modo libero e democratico, giudicheranno se erano solo facili slogan oppure no. Se i fatti come credo ci daranno ragione, l’ex sindacalista, ormai leader con Bertinotti della Sinistra estrema, dovrà amaramente prenderne atto magari anche dentro le urne elettorali.

   Per intanto auspico che il confronto politico, anche se aspro, rientri nei limiti della democrazia parlamentare ove le opinioni che rappresentano la sovranità popolare si possono numericamente contare. Che l’opposizione eserciti il suo ruolo come ritiene più opportuno, senza però pretendere che la maggioranza di governo non eserciti responsabilmente il potere di ammodernare l’apparato statale tramite le riforme per far entrare davvero l’Italia in Europa.

 

 

 

 

                                              L’OPINIONE NAZIONALE

 

SINISTRA & CULTURA

   La prima regola dell’onestà intellettuale è quella di riconoscere i meriti e le capacità altrui. Pertanto è fuori discussione il diverso spessore artistico dei  citati, perché la questione in argomento è tutt’altra. Credo sia altrettanto indiscutibile sottolineare che la vera Cultura, essendo un condiviso valore assoluto di civiltà, non sia né di Destra né di Sinistra. 

   Ciò premesso, quello che balza agli occhi dello spettatore televisivo criticamente attento, è l’atteggiamento di taluni intellettuali che non celano affatto il loro credo politico. E fin qui niente di anormale. L’aspetto singolare riguarda infatti il loro essere servili e supini quando la loro parte governa il Paese, facili predicatori astiosi contro il nemico politico quando la loro parte perde le elezioni com’è successo di recente.

   Nello specifico, al Jovanotti demagogicamente pacifista, Sgarbi ha giustamente obiettato che col suo modo di pensare ci sarebbe ancora Hitler in Europa. L’anticlericale Dario Fo, da quando alcuni voti cristiani gli fanno comodo, ha dichiarato che non è d’accordo con la Chiesa ma neanche contro di essa. La buffonata, in senso teatrale ovviamente, è in questo caso duplice. Non solo per la nota blasfemia delle sue opere, ma anche perché gli è stato conferito paradossalmente il Nobel per la letteratura rappresentando nel mondo della Cultura un’autentica “presa in giro” a danno di Mario Luzi che è unanimemente riconosciuto come il più grande poeta italiano vivente. Non meno patetico l’intervento di Nanni Moretti in piazza Navona che ha accusato Fede di essere un pericoloso squadrista, diventando poi un convinto organizzatore di girotondi. Suggerirei a costoro di provare a passare dall’altra parte del muro. Ovvero di candidarsi a Sindaco o ad Assessore nei Comuni di residenza, verificando in prima persona come diventi fragile la loro faziosità pubblica quando ci si trova a dover dare risposte concrete ai problemi dei Cittadini. Altrimenti è troppo facile predicare con demagogia stando a Sinistra da privilegiati miliardari.

   Una diversa valutazione merita invece Roberto Benigni, che ha dimostrato di essere di un livello intellettuale più elevato ed onesto rispetto ai suoi compagni poc’anzi nominati. Sapendo benissimo che la vera Satira è per definizione contro il potere in tutte le sue forme, ha esordito sul palcoscenico dell’Ariston di San Remo citando sia Hitler che Stalin e decantando Dante. Però anche lui, per non essere Pinocchio, dovrebbe fare qualcosa in più. Intendo dire che “La vita è bella” è certamente un buon film anche se non da Oscar. A quando, gli chiedo, un’opera storica dedicata agli 85 milioni di morti del Comunismo, assai meno pubblicizzati degli altri 6, magari raccontando la storia di uno dei tanti Preti uccisi anche da Fidel Castro sui sagrati delle chiese?

Marzo 2002 

  

 

APPENNINO

 

“ COMUNITA’ MONTANA: ENTE INUTILE ? ”

 

La Legge 3 dicembre 1971 n°1102 che istituì le Comunità Montane, si prefiggeva che avessero “la funzione di promuovere, coordinare e orientare le diverse iniziative di sviluppo economico ed economico-sociale del territorio nel rispetto e nella tutela attiva dell’equilibrio ambientale del territorio stesso”.

Ma con il crepuscolo della civiltà contadina, al primo acquazzone significativo, la nostra montagna inizia a franare ovunque con estrema fragilità dimostrando che uno dei compiti primari della CM, ovvero quello della tutela del territorio dal dissesto idrogeologico, viene clamorosamente meno.

E nemmeno si è concretamente dato seguito all’attuazione dei Piani Regolatori Associati, concertando cioè una pianificazione dello sviluppo territoriale rispettosa della nostra tradizione urbanistica, che attraverso la conseguente ricaduta storico-turistica, avrebbe rilanciato lo sviluppo economico dell’intero comprensorio montano in cui viviamo.

Mi pare, a oltre trent’anni dalla loro istituzione, che il risultato effettivo sia sotto gli occhi di tutti: inutile burocrazia, e costose poltrone di potere da mantenere. Sarebbe dunque meglio chiuderle, ridistribuendo le competenze in capo ai Comuni, e con le risorse economiche risparmiate le Regioni dovrebbero finanziare le unioni comunali di servizi ai Cittadini. In questo modo si potrebbe davvero ottenere una più conveniente ed efficace pluralità di servizi associati tra Comuni simili per identità territoriale e socio-economica, salvaguardando nel contempo il patrimonio di memorie e sentimenti che, profondamente radicato, alberga sotto i rispettivi campanili.

 

Maggio 2002

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bologna, 15 aprile 2002

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

On. Silvio Berlusconi c/o Palazzo Chigi

Piazza Colonna 1, 00185 ROMA

 

Al Ministro Infrastrutture e Trasporti

On. Pietro Lunardi c/o Ministero

                                                                              Piazza di Porta Pia 1, 00198 ROMA

 

 

Oggetto: Legge 13/89.

 

   La presente per sottolineare che la promulgazione della Legge in oggetto, inerente l’abbattimento e il superamento delle barriere architettoniche, ha rappresentato un significativo esempio di civiltà sociale che ha favorito la qualità della vita di migliaia di disabili.

  

   Negli anni a seguire la sua introduzione, la normativa in questione è sempre stata finanziata con importo annuale pari a 20 Miliardi di Lire che le Regioni hanno provveduto a distribuire direttamente ai Comuni dai quali provenivano le richieste dei singoli Cittadini.

 

   Essa però ha sovente riscontrato una non piena applicazione, a causa della mancanza di controlli che gli Enti preposti avrebbero dovuto rigorosamente svolgere per far sì che non venissero disattesi i diritti fondamentali di una delle più deboli categorie sociali. 

 

  Suggerisco pertanto quanto di seguito esposto:

  1. che nella predisposizione del prossimo documento di programmazione economico-finanziaria, ne sia prevista la copertura anche per vanificare indelicate strumentalizzazioni di parte già in atto;
  2. che si valuti altresì la predisposizione di un osservatorio tecnico permanente per ovviare in modo definitivo a quanto evidenziato.

 

  In attesa di un cortese riscontro, l’occasione è particolarmente gradita per manifestare i miei migliori saluti.

 

                                                    

                                                  

 

 

 

LA CROCIATA DI DON GELMINI CONTRO L’ISLAM: 

" METTE A RISCHIO LA PUREZZA DEI NOSTRI VALORI "

30266. ROMA-ADISTA. Parte dall’hotel Parco dei Principi di Roma l’ultima crociata contro l’Islam. A guidarla è don Pierino Gelmini da Amelia, accorso nella Capitale, lo scorso 4 marzo 2002, come testimonial della "Carta dei valori" di Alleanza Nazionale, manifesto politico liberal-conservatore dei seguaci di Gianfranco Fini che, alle consuete parole d’ordine Patria, famiglia e ordine, affianca il nuovo verbo neoliberista: flessibilità, sussidiarietà e privatizzazioni, a cominciare dalla scuola.

Don Gelmini inizia a parlare di droga sparando a zero sulla logica della riduzione del danno ("un minimalismo sociale"), ma l’intervento del sacerdote, fondatore delle comunità Incontro, sconfina presto nel fondamentalismo da guerra santa. "I musulmani tra poco in Italia saranno il 10-15 per cento della popolazione e metteranno a rischio la purezza dei nostri valori - dice, ripreso da quasi tutti i quotidiani nazionali - un tempo venivano per depredare le nostre città, oggi c’è una nuova parola d’ordine: sposare le donne cattoliche per convertirle all’Islam. Bisogna bloccare questo germe". La platea va in delirio, tutti si alzano in piedi, si spellano le mani, riferiscono le cronache il giorno dopo. Fini, che poco prima aveva parlato di solidarietà e della "necessità di integrare chi viene a lavorare", all’inizio osserva, poi però si unisce agli applausi.

Ma quella di don Gelmini non è una posizione isolata all’interno della Chiesa italiana. Lo scorso 24 gennaio, in occasione del Consiglio permanente della Cei, il card. Camillo Ruini aveva messo in guardia sul fatto che una immigrazione incontrollata avrebbe potuto essere una minaccia per "l’identità storica" del nostro Paese (v. Adista n. 09/00) e, pochi giorni dopo, il segretario generale della Cei, mons. Ennio Antonelli, aveva invitato le donne cattoliche a valutare con prudenza l’opportunità di sposare un musulmano. "Ma un conto è ricordare, soprattutto alla donna, quali sono le implicazioni a cui va incontro sul piano giuridico e religioso se è cattolica - commenta Alceste Santini sull’"Unità" del 5 marzo - altro è accusare, come ha fatto don Gelmini, i musulmani di avere un vero e proprio piano per sottrarre le donne cattoliche alla loro Chiesa per farle diventare seguaci di Maometto".

 

 

 

MONGHIDORO

 

“ GIUNTA: DATTI UNA MOSSA.“

 

   Credo che la critica costruttiva sia la sola a possedere dignità autonoma, specie se ad esercitarla sono coloro che rappresentano un esempio assai lontano dalle sterili chiacchiere.

   Da voce libera di cattolico-liberale non posso non spronare pubblicamente la locale Giunta che ho votato ad una veloce concretezza operativa. Sebbene 3 su 5 componenti l’attuale organo esecutivo siano gli stessi della precedente Amministrazione, sono emersi in questi primi mesi di lavoro un metodo lento ed una incertezza decisionale preoccupanti.

   In quasi un anno di attività si è infatti gestito soltanto l’ordinario, beneficiando di lasciti pregressi quali ad esempio il Centro Handicap e il completamento dell’edificio della Scuola Materna. Ma per gestire l’amministrazione ordinaria bastano gli uffici. La Giunta precedente, nel bene e nel male, ha sempre operato in ordine all’attività straordinaria con estrema concretezza e ritmi imprenditoriali.

   Mi domando: dal momento che per vincere le elezioni si è dichiarata continuità con chi ha governato prima, cosa si aspetti ad avviare i progetti non realizzati. Costruzione di un campo da tennis coperto, completamento della riqualificazione architettonica di piazza Ramazzotti con fontana, allestimento di una stazione d’informazione televisiva, per citarne alcuni.

   Non ci sono fondi? Discutibile. Si possono comunque definire provvedimenti significativi a “costo zero”. La promozione del nuovo PRG nei borghi storici per incentivarne il recupero, la pedonalizzazione di via degli Olivetani e dell’ingresso alla Cisterna eliminando parcheggi quantomeno inopportuni, l’approvazione del regolamento del parco La Martina destinando le strutture del Cavet a future finalità storico-turistiche, un rigoroso controllo edilizio e nei cimiteri, la verifica fiscale ed estetica delle insegne commerciali, l’approvazione del nuovo regolamento di polizia urbana e del piano per l’estrazione dell’arenaria.

   Auspico dunque che la Giunta si dia una mossa: quattro anni passano in fretta. A quando la prima opera pubblica degna di passare alla storia? O forse si vuol passare alla geografia, nonostante l’imminente arrivo dalla Regione di cospicui finanziamenti non certo casuali. Amichevolmente,

                                                                                               20/2/2002.

 

 

 

MONGHIDORO

 

“TRASPORTO PUBBLICO FERMO A CINQUANT’ANNI FA

 

   Mia madre doveva recarsi alcuni giorni fa ad una visita specialistica al S.Orsola. Non potendo mio malgrado accompagnarla in auto, ho consultato in Internet il bellissimo sito dell’ATC alla ricerca dell’orario compatibile con la sua esigenza sanitaria scoprendo un dato ufficiale che mi ha sconvolto.

   Uno dei principali problemi di noi montanari è da sempre quello della mobilità, ovvero della possibilità di accedere a posti di lavoro e servizi in un tempo ragionevolmente breve. Percorrendo la Futa il tempo teorico (traffico permettendo), che una corriera impiega da Monghidoro per raggiungere l’autostazione di Bologna è di un’ora e venticinque minuti, transitando per i viali di porta S.Vitale.

   Cinquant’anni fa mio padre, con le pesanti FIAT 682 della SITA con guida ancora a destra, cambio non sincronizzato, volante enorme, neve e ghiaccio da ottobre a maggio, passando per il più lungo percorso urbano dei viali di porta Saragozza, impiegava un’ora e quaranta minuti con affidabilità e sicurezza garantite. Se tecnicamente consideriamo il tragitto urbano più lungo per giungere all’autostazione, e i “due tempi” per eseguire il cambio delle marce otteniamo lo stesso tempo di percorrenza attuale, se non addirittura inferiore.

   Ma com’è possibile che oggi che le corriere non sono più tradizionalmente tali, ma dei moderni autobus con cambio sincronizzato o addirittura “variatore automatico dei rapporti”, scocca leggera in vetroresina, motori più potenti e veloci, inverni pressoché inesistenti, il 96 che serve Pianoro, i montanari debbano subire la stessa distanza temporale dalla città di mezzo secolo fa. L’ATC si è mai posta questo problema, mi chiedo.

   Mi pare vi siano tutte le condizioni per impiegare, ragionevolmente, lo stesso tempo di percorrenza di un’automobile guidata a velocità turistica. Qualche proposta per riuscirci? Fermate obbligatorie sino a Pianoro, scorciatoia detta della Piscina quando le condizioni stradali lo consentano, impiego di più Bus di dimensioni ridotte, per esempio. Forse aumentano i costi? La Regione sproni allora l’ATC a razionalizzare a favore delle linee di montagna gli stanziamenti che le elargisce per ottenere il pareggio di bilancio, senza penalizzare altri.

   Non sarà forse che avere ufficializzato il 2002 quale “anno internazionale delle montagne” sia una semplice scusa per lasciare irrisolti problemi cronici quali decentramento e mobilità? Nel senso che se ne parla, qualche buon intento retorico, o qualche buona Legge non applicata, poi l’anno passa e questi problemi rimangono a solo carico del vivere quotidiano dei montanari accentuando sempre più gli squilibri tra noi e i residenti della pianura. Spero di no. Altrimenti propongo  una provocazione istituzionale tutt’altro che insensata. Chiudiamo le Comunità Montane che non servono a niente, e con i soldi pubblici risparmiati la Regione diminuisca sensibilmente il carico di pressione fiscale a coloro che risiedono in montagna. 

21 marzo 2002.

 

 

 

 

Roma, 10 aprile 2002                 

 

Al Presidente della Camera dei Deputati

On. Pier Ferdinando Casini – SEDE

 

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

 

Il sottoscritto On………….,  Vice Presidente del gruppo parlamentare Forza Italia:

 

premesso

 

- che la Legge 13/89 circa l’abbattimento e il superamento delle barriere architettoniche ha rappresentato un significativo esempio di civiltà sociale;

- che il provvedimento in questione è sempre stato finanziato negli anni a seguire per un importo annuale pari a 20 Miliardi di Lire, contribuendo al miglioramento della qualità della vita di migliaia di disabili;

- che i Governi di centro-sinistra, nel 1997, hanno finanziato per il triennio 1998/99/2000 la Legge 13/89 con 60 Miliardi di Lire;

 

considerato

 

- che la Finanziaria 2002 non ha previsto i contributi economici a sostegno della normativa di cui trattasi;

- che le Associazioni di riferimento avevano ufficialmente inoltrato la richiesta di finanziamento;

- che tuttavia accade ancora di frequente che gli Enti pubblici preposti al controllo dell’applicazione della Legge 13/89 in realtà non lo svolgano;

 

INTERROGA IL GOVERNO PER CHIEDERE

 

  1. se intenda inserire, già nell’imminente Documento di Programmazione Economico-Finanziaria, la copertura triennale di tale provvedimento recuperando anche la quota non erogata per l’anno in corso in modo da soddisfare meglio le domande inevase;
  2. se intenda altresì costituire, in virtù di quanto considerato, un osservatorio tecnico permanente che garantisca la corretta applicazione della Legge 13/89 a tutela della dignità di una delle più deboli categorie sociali, sovente costretta a vedere letteralmente calpestati, o addirittura dimenticati, i propri diritti fondamentali.

 

 

 

                             Al Presidente del Club Forza Italia di Monghidoro

  

   Carissimo………, mio malgrado, sono costretto a sottrarti alcuni minuti del tuo tempo per una semplice questione di principio. Mi hanno infatti informato di recente che nell’ultima riunione di Partito si è parlato anche delle mie dichiarazioni al quotidiano bolognese Il Resto del Carlino. Sono pertanto a chiederti se ciò corrisponde al vero perché, in caso affermativo, rappresenterebbe una grave scorrettezza.

   In primo luogo perché lo si sarebbe fatto in mia assenza (peraltro giustificata); ed in secondo perché nel comunicato stampa che ho inviato al giornale parlavo a puro titolo personale di Cittadino-contribuente.

   Ritengo poi che quanto pubblicato sia purtroppo inconfutabile visto che l’ho prevalentemente estrapolato dal programma elettorale della Lista Civica, il quale sta diventando ogni giorno di più una presa in giro dei Cittadini obbligando molti di loro, tutti di centro-destra, a testimoniarmelo direttamente.

   Il problema non è, come qualcuno ha superficialmente osservato, fare il gioco degli avversari politici. So bene che i panni sporchi si lavano in casa, e che infatti si tornerà a votare nel 2006. Al contrario, si tratta invece dell’onestà intellettuale di un monghidorese di e per Monghidoro, che possiede un radicato principio di moralità della politica privo di interessi personali da tutelare o di riscatti sociali da perseguire, il quale sa che le promesse vanno mantenute.

   Ecco perché, con alcuni amici, ho ritenuto di avviare una riflessione pubblica allargata per verificare, a distanza di un anno, se il diffuso malumore civico rispetto al patto elettorale sia fondato.  

   Credo di conoscere il vero pensiero liberale, ed è per questo che agisco con nome e cognome senza accettare censure da nessuno perché l’autostima e l’amore per il mio paese non mi consentirebbero di fare altrimenti. Del resto, come converrai, il pensiero unico ha storicamente prodotto esperienze politiche degenerate poi nel conflitto sociale.

   In vita mia non ho mai cantato nel coro; questo è il mio limite politico ma anche il mio maggiore pregio caratteriale. Comunque sono da sempre un cattolico-liberale convinto, tesserato al Partito degli Azzurri nell’autunno del 1999 (prima tessera politica in quarant’anni), sottoscritta in tempi non sospetti di minoranza nazionale e molti mesi prima delle ultime elezioni regionali.

   I confini comunali mi sono spesso risultati stretti anche da Amministratore; perciò mi sono reso disponibile a curare una rubrica di attualità nazionale per le bacheche, che ritengo di un certo spessore culturale e con rigore formale.

   Tuttavia se la mia presenza critica dovesse nuocere al Partito, non devi fare altro che comunicarmelo. Credo nella forza oggettiva delle mie argomentazioni e del mio esempio, indipendentemente dalla tessera che ho. E per me non sarà certo un problema aderire con animo sereno e spirito collaborativo ad un’altra componente partitica de La Casa delle Libertà. Certo della tua attenzione, con chiarezza ti saluto.                                                                      

 

2/4/2002

 

        Al Sindaco, e pc agli Assessori e

        ai Consiglieri di Maggioranza del

        Comune di Monghidoro - SEDE

 

 

OGGETTO

ISTANZA DI INTERESSE GENERALE

 

   A quasi un anno dall’assunzione del mandato amministrativo, mossi esclusivamente da spirito propositivo ancorché rigoroso, sottoponiamo all’attenzione delle SS.VV. illustrissime il memoriale fotografico alla presente allegato quale parte integrante e sostanziale.

   Si tratta di una serie diversificata di tematiche, peraltro rientranti nei programmi elettorali sia della Maggioranza di Governo che della Opposizione Consiliare che, suddivise per argomenti, vanno dal recupero della dignità urbanistica alla valorizzazione dell’identità storica, dal traffico e dai parcheggi sino alle apparenti piccole cose.

   Auspichiamo davvero, da autentici monghidoresi obiettivi in quanto privi di interessi personali da tutelare e di pregiudizi ideologici o personali da diffondere, che sia giunto tempo di esprimere un segnale forte nelle direzioni evidenziate.

   Solo così infatti si nobilita l’azione politica che altrimenti  rischia di scadere nell’Amministrazione Ordinaria o, peggio ancora, nella deteriore politica di facciata e delle clientele. 

   In particolare, rinnoviamo la nostra stima e fiducia all’Assessore alla Cultura, il quale dispone di adeguate conoscenze urbanistiche ed estetiche che possono garantire il corretto rispetto della storia di Monghidoro e del suo territorio per molti degli interventi necessari di seguito illustrati.

   A proposito di rigore, però, abbiamo volutamente evitato una sin troppo facile raccolta di firme a sostegno di questo sommario fotografico. Ma se entro 60 giorni dal suo inoltro, strategicamente prima dell’avviarsi della stagione turistica, non vedremo concretizzarsi alcune delle iniziative proposte, e anche, in aggiunta, un impegno scritto sulla parte rimanente che ci rendiamo conto avere una diversa e più lunga tempistica operativa, avvieremo una diffusione pubblica del materiale raccolto anche attraverso i diversi canali mediatici.

   Nel trasparente e democratico rispetto dell’interesse generale, con osservanza salutiamo.

 

 

Monghidoro, 20 aprile 2002

 

 

Bologna, 17 aprile 2002

 

Al Presidente del Consiglio

della Regione Emilia-Romagna

Dott. Antonio La Forgia – SEDE

 

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

 

Il  sottoscritto…………………………….,  Consigliere Regionale del Gruppo Forza Italia

 

premesso

 

- che i tempi d’attesa per una visita oculistica presso l’ospedale Simiani di Loiano (BO) hanno ormai raggiunto i 6 mesi;

 

considerato

 

- che la delicatezza di tale patologia clinica, specie per coloro titolari di patente di guida, mal si concilia con tale tempistica;

 

INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE PER CHIEDERE

 

- che intervenga con urgenza presso la competente AUSL per potenziare il servizio di Oftalmologia della struttura ospedaliera montana, al fine di mitigare gli evidenziati problemi sanitari e di sicurezza dei Cittadini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bologna, 8 febbraio 2002

 

Al Presidente del Consiglio

della Regione Emilia-Romagna

Dott. Antonio La Forgia - SEDE

 

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

 

Il  sottoscritto…………………………….,  Consigliere Regionale del Gruppo Forza Italia

 

premesso

 

- che numerosi invalidi mi hanno riferito della loro difficoltà  a rapportarsi con le AUSL circa le procedure burocratiche per l’ottenimento di protesi e ausili tecnici;

- che a seguito di quanto poc’anzi esposto emerge una lacuna d’informazione capillare, in particolare sul contenuto e l’eventuale aggiornamento del nomenclatore tariffario, a svantaggio di una delle categorie più deboli della società contemporanea;

richiamato

 

- l’art. 39, com. 2/e, della Legge Quadro 5 febbraio 1992 n.104 per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate;

 

INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE PER SAPERE

 

  1. se è stata svolta una specifica opera di comunicazione diretta tesa a superare gli inconvenienti citati in premessa;
  2. in caso contrario, se si intenda procedere prioritariamente con iniziativa autonoma o tramite le AUSL, a colmare tale carenza.

 

 

 

 

 

 

Bologna, 8 febbraio 2002                                                                                             Agli organi d’informazione

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

FORZA ITALIA A SOSTEGNO DEGLI INVALIDI

 

Il Consigliere di Forza Italia dell’Emilia-Romagna …, ha avviato una serie di iniziative diversificate a sostegno delle principali tematiche che riguardano le condizioni di vita di milioni di invalidi. Nel dettaglio, l’esponente azzurro, in contatto con diversi portatori di handicap, ha dapprima chiesto alla Giunta Regionale d’informare direttamente gli invalidi in merito al nomenclatore tariffario per l’ottenimento di protesi e ausili tecnici, chiedendo nel contempo al Ministro della Salute l’aggiornamento del medesimo. “In questo modo, ha spiegato …, si potrebbero inserire nel nomenclatore diversi strumenti oggi disponibili grazie alle nuove tecnologie i quali possono mettere nella condizione i disabili di essere abilissimi”. Poi il Consigliere ha proposto ai Ministri delle Infrastrutture e delle Politiche Sociali di rilanciare la tematica del superamento delle barriere architettoniche, istituendo tra l’altro un osservatorio permanente di controllo affinché le normative vigenti in materia vengano correttamente applicate dagli Enti pubblici locali. “Il nostro Paese dispone di ottime Leggi, ha commentato …, come la n.13 del 1989 e la n.104 del 1992; basterebbe farle rispettare con un po’ di sensibilità e buon senso da parte di tutti per agevolare il vivere di chi è già costretto a combattere contro le barriere mentali”. Infine l’esponente di Forza Italia ha invitato il Ministro dell’Economia e Finanze al riesame delle procedure per l’accertamento dei falsi invalidi che attualmente avvengono mediante sorteggio. “A mio avviso, ha dichiarato …, bisogna escludere dagli accertamenti coloro ai quali è stata già comprovata una patologia scientificamente irreversibile. Inoltre, ha proseguito il Consigliere Regionale, la soppressione dei benefici economici corrisposti ai falsi invalidi dovrebbe essere impiegata per aumentare vistosamente le indennità agli invalidi veri, garantendo loro maggiore autonomia e dunque maggiore libertà. E ciò nella consapevolezza che nella società contemporanea deve ancora crescere ed affermarsi la Cultura secondo la quale non esiste la Normalità ma solo la Diversità”, ha concluso …

 

 

 

LOIANO

 

“ E’ UNA SCONFITTA LA CHIUSURA DEL CINEMA VITTORIA ”

 

Segnale collettivo preoccupante la probabile chiusura del cinema Vittoria di Loiano. Prima di tutto perché l’interruzione di questo servizio rappresenterebbe un impoverimento della diffusione culturale; e poi perché, a mio avviso, apre scenari più ampi e sconcertanti. Credo infatti che la nostra montagna possa avere davvero una positiva prospettiva futura solo se si comprenderà che è fattibile già da tempo l’unione dei Comuni (che non è la fusione),  per ottenere una più conveniente ed efficace pluralità di servizi ai Cittadini, salvaguardando nel contempo il patrimonio di memorie e sentimenti radicato sotto i rispettivi campanili. Questa è l’unica via concreta che può promuovere e valorizzare le singole specificità, facendo in modo, ad esempio, che i monghidoresi frequentino assiduamente il cinema di Loiano e che i loianesi facciano altrettanto con le piscine di Monghidoro. Ma se l’ottimo Assessore alla Cultura del mio paese non è riuscito a convincere i responsabili sia del Comune di San Benedetto Val di Sambro che di Loiano per assumere in convenzione un bibliotecario-archivista, con evidenti benefici economici per entrambi, non mi pare vi siano le condizioni per guardare oltre la siepe di leopardiana memoria. E la Comunità Montana a cosa serve, mi domando. Al primo temporale il nostro territorio frana ovunque, e se non è in grado di concertare concretamente neanche l’unione dei servizi culturali fra Comuni simili che ne fanno parte, figuriamoci con i Piani Regolatori Associati per rilanciare il recupero della nostra tradizione urbanistica che, attraverso la conseguente ricaduta storico-turistica, rilancerebbe lo sviluppo economico delle nostre 5 valli. Solo chiacchiere e burocrazia. Dunque meglio chiuderla, impiegando i pubblici denari sprecati per incentivare appunto le unioni comunali di servizi ai Cittadini. Tornando nello specifico del cinema Vittoria, auspico che succeda quanto accadde temporaneamente a Monghidoro a metà degli anni ’70 per il cinema Aurora. E cioè che si costituisca spontaneamente un Comitato di Cittadini che ne assicuri il funzionamento mediante una programmazione alternativa alla multisala sulla fondovalle Savena (ovvero sia d’intrattenimento che d’essai), magari sfruttando anche uno spazio aperto per la stagione estiva, in attesa del sostegno di pubblici amministratori lungimiranti e non invece miopi.

 

27/4/2002